Utomia

Utomia

Basilicata, 2023/24

UTOMIA è un viaggio visivo e interiore in un paese abbandonato dell’entroterra lucano, dove la periferia si rivela come luogo e come sentimento: margine fisico e soglia esistenziale.

È in questo spazio sospeso che si intrecciano storie reali e visioni mancate, mutazioni lente e irrevocabili.

Il nome del progetto nasce da un intreccio tra “utopia” e “autonomia”, evocando il sogno socialista del conte Rendina, che proprio in questo borgo, Campomaggiore, cercò di fondare una comunità ideale, ispirata ai principi del socialismo utopico ottocentesco.

Un esperimento sociale fallito, di cui oggi restano solo i ruderi, le tracce sbiadite, le promesse spezzate. Ma anche un’eco potente: quella di un’aspirazione collettiva a una vita più giusta, oggi quasi dimenticata.

In “Utomia”, la mutazione è silenziosa ma pervasiva: ciò che era un progetto visionario si è fatto rovina; ciò che era centro di speranza è diventato confine vago, luogo smarginato. Le fotografie raccolgono questi resti come reperti emotivi, tentando di dare forma all’informe, voce al vuoto.

La periferia diventa così una metafora: di un’Italia dimenticata, di sogni sociali non realizzati, ma anche di ogni margine esistenziale in cui l’essere umano si ritrova a vivere tra nostalgia e possibilità.

Ho camminato tra le rovine di questo paese cercando i segni della vita che è stata e immaginando con doppie esposizioni e foto d'epoca come avrebbe potuto essere. “Utomia” non è solo un luogo, ma un sentimento persistente: quello di chi abita i bordi, di chi cerca senso nelle crepe del presente, e di chi continua a interrogarsi su cosa resta delle utopie quando il tempo passa.

Stimmung

Stimmung

Napoli, 2024

"Esistono parole difficili da tradurre ma facili da sentire, parole che si comprendono nel cuore e nel petto, senza sapere perchè. In tedesco si usa il termine Stimmung per definire la sensazione di libertà e di connessione con la natura.

L'uomo, lontano dalle luci e dai rumori della metropoli, si fonde e diviene tutt'uno con gli alberi, le foglie ed il prato che lo circonda, come tornasse alle origini nel grembo materno. Il bosco è casa, il bosco è Stimmung non va compreso, va sentito".

Elisio Perduto

Elisio Perduto

Napoli, 2018/2021


Elisio Perduto nasce dalla necessità di ritornare alle mie origini, alle estati quiete e lente che trascorrevo sull’isola di Procida.
È un lavoro sulla memoria la nostalgia e il ricordo. L’isola che non muta con il passare del tempo, che conserva la sua selvaggia bellezza, è vista come un luogo di protezione e tranquillità.

Il tempo scorre lento in netto e totale contrasto con la vita imposta dalla modernità nelle metropoli, semplificata dalla vicina Napoli. Procida diventa cosi un Paradiso perduto.

Gli scatti raccolti dal 2018 fino al 2021 raccontano di una fanciullezza vissuta all’aria aperta nella quiete di un luogo non mutato dal tempo per ricordare una fase pura selvaggia e istintiva che tutti abbiamo vissuto e che ricordiamo con nostalgia.

ELISIO PERDUTO è stato esposto al CIRCUITO OFF, rassegna di giovane fotografia autoscale, promossa dal comune di Ravenna, successivamente è stata esposta al Savignano immagini festival e al Colorno photo life.

Pubblicata con un articolo su Repubblica :

Le Grazielle

Le Grazielle

Procida, 2021

La GRAZIELLA è una tradizione tutta al femminile che si svolge sull’isola di Procida.
La prima volta che vidi una Graziella vestita a festa con l'abito tradizionale me ne innamorai e iniziai a documentarmi sulla storia di questa singolare tradizione e del suo abito.

La Graziella è un concorso che si svolge sulla piccola isola di Procida dal 1939 ad oggi per eleggere la ragazza che abbia le caratteristiche più affini alla protagonista del romanzo di Alphonse de Lamartine.
Ho scoperto che essere una Graziella richiede una vestizione molto particolare, le ragazze indossano durante la serata conclusiva, uno splendido abito antico ispirato a quello delle armatrici procidane che è custodito da poche famiglie dell'isola e realizzato in seta , ricami in oro , bordature con decori astratti ed un meraviglioso cappotto dal taglio orientale.
Oltre al vestito le Grazielle avvolgono i capelli in foulard colorati e completano il look con collane e orecchini in corallo.

Il progetto è stato raccontato sul Mattino :

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